Quanto contano le dimensioni

Quanto incide la misura del pene sul piacere sessuale? E quali sono le misure minime per provare l’orgasmo? E ancora quali posizioni scegliere se si è ipo o micro dotati? A queste e altre domande fondamentali per molte coppie risponde Marinella Cozzolino, presidente dell’Associazione Italiana di Sessuologia Clinica

DI VERONICA MAZZA

Quanto contano le dimensioni a letto L’attrazione per un uomo passa anche per le sue misure intime. Al pari dell’altezza, del girovita e delle spalle. Lo afferma uno studio dell’Università di Ottawa. Eppure dire con franchezza come la pensa su questo argomento, per una donna non è sempre facile e scontato, neanche con le amiche. A dimostralo è un recente video realizzato da Cut.com, dove 33 donne dai 18 ai 50 anni vengono interrogate su questo tema e solo dopo i 30, molte, ma non tutte, ammettono senza esitazione e senza imbarazzi che sì, insieme all’intesa erotica, le dimensioni contano in una relazione. Certo, ognuna ha i propri gusti e canoni di riferimento, ma per chi è curioso di sapere qual è la misura media maschile, a svelarla è una ricerca inglese del King’s College London, che per la prima volta nella storia dell’andrologia, ha studiato oltre 15mila peni in tutto il mondo, stabilendo così uno standard condiviso: 13,12 centimetri di lunghezza. Insomma, se per gli uomini sono sempre state importanti, anche per il genere femminile le misure giocano un ruolo determinante per la scelta del partner sotto le lenzuola? Ne abbiamo parlato con Marinella Cozzolino, presidente dell’Associazione Italiana di Sessuologia Clinica.
Per una donna è importante la “taglia” dell’organo sessuale maschile?

“La consapevolezza del valore delle dimensioni aumenta in maniera proporzionale all’età della donna, a differenza di quello che si poteva pensare fino a qualche tempo fa. Le ragazze molto giovani non danno al sesso l’importanza che immaginiamo. Vivono prevalentemente di amore romantico e se amano e sono ricambiate, per loro davvero le misure non contano. Inoltre le giovani sono ancora troppo ego centrate durante l’atto sessuale, pensano a essere belle fisicamente, e hanno pochi termini di paragone. Col tempo la situazione cambia. Prevalentemente, dopo i quarant’anni ci si rende conto che la sessualità può essere sganciata dall’amore, anzi spesso lo è. Molto frequentemente, dopo una separazione o una delusione affettiva, si cercano storie di sesso e a quel punto si scopre il valore delle misure del pene e del diverso livello di piacere e godimento che possono dare. Oltre al fattore esperienza, con la maturità, questo aspetto fisico maschile acquista importanza anche perché si perdono tanti complessi e tabù e si bada alla ricerca del piacere puro”.
Quanto conta il fattore estetico?

“Questo aspetto non ha un gran peso di solito. Ovvio che ci sono le estimatrici, ma spesso sono donne che hanno preso dagli uomini la pessima abitudine di stilare classifiche. A molte di loro, il fattore estetico interessa, perché legano l’eros anche al piacere visivo”.
Le dimensioni che effetto hanno a livello psicologico?

“Dipende sempre dal tipo di storie e di rapporti che si è avuto. Chi ha poca esperienza può ritenere un pene molto lungo addirittura pericoloso e averne paura. Chi ha problemi sessuali, come la scarsa lubrificazione o la difficoltà a lasciarsi andare, può vivere il discorso delle misure con timore. Altre potrebbero associare l’idea arcaica di un grande pene a tanta mascolinità ed esserne ammaliate. Ci sono donne, infatti, che vanno volutamente alla ricerca di “stalloni”, perché ciò serve alla loro autostima. Aver conquistato un uomo dotato, le fa sentire più importanti e più femmine, perché lo associano al potere. Non vanno dimenticate però, e non sono poche, le donne che ai centimetri in più non danno alcuna importanza. Sono quelle che si innamorano di uno sguardo, di un sorriso o di spalle larghe, considerano un membro “importante” una sorta di ciliegina sulla torta: è piacevole, ma non fa la differenza”.
Quanto incidono le misure sul piacere sessuale?

“In situazioni normali, influiscono abbastanza, a patto che l’uomo le sappia usare. Senza erotismo, senza virilità, desiderio e attenzione al piacere della partner, i centimetri sono un’inutile zavorra”.
Quali sono quelle minime per provocare un orgasmo?

“Considerando che in media una vagina è lunga sette centimetri, direi che un pene che in erezione misuri tra gli otto e i dieci centimetri, può permettere una penetrazione e un rapporto sessuale soddisfacente”.
Le dimensioni e l’aspetto estetico possono influenzare la decisione di iniziare o no una relazione?

“In molti casi sì. Dipende, come accennato in precedenza, dal valore che la persona dà al sesso e alla prestazione sessuale. Non mi risulta che una donna abbia scelto di non iniziare una relazione con un uomo solo per dei centimetri di troppo, ma purtroppo è vero e accade spesso il contrario. Molte rinunciano ad avere una relazione con chi è poco dotato. È più spesso un pene iposviluppato a rendere difficile una relazione per l’impossibilità per la donna di provare piacere. In questi casi, per fortuna rari, l’unica scelta possibile e dolorosa, sarebbe quella, per lei, di rinunciare al piacere orgasmico”.
C’è chi dice che a fare la differenza tra le lenzuola non sia la lunghezza, ma la circonferenza…

 “È vero, perché durante l’atto sessuale il pene che ha buona circonferenza aderisce bene alle pareti vaginali, che sono una zona ricca di terminazioni nervose, producendo sensazioni molto piacevoli. Un pene piccolo, invece, comporta la necessità per la donna di stringere i muscoli dell’anello vaginale per tentare di sentirlo”.
Le dimensioni sono ancora un argomento tabù con un uomo?

“Credo che resteranno in eterno un argomento tabù. L’uomo inizia fin da bambino, ad esempio negli spogliatoi del calcetto, a confrontarsi e a paragonare le sue dimensioni a quelle degli altri. Un ruolo importante lo riveste anche la famiglia che sul “Che bel pisellino” imposta tutta la virilità e l’autostima del maschio. Molti ragazzi soffrono di ansia da prestazione o di disturbi dell’erezione proprio perché ritengono di essere usciti sconfitti dai paragoni con gli amici. Non dimentichiamo comunque che il pene e la vagina si comportano esattamente come la chiave e la serratura. Una donna con una vagina stretta può provare tranquillamente piacere anche con un uomo ipodotato”.
Esiste ancora il mito del super dotato? Quali sono le misure per definirlo tale?

“Sì è ancora vivo come mito, come quelli della quinta di reggiseno o del lato B alla brasiliana per gli uomini. Chi riesce a conquistare sessualmente queste persone sente di aver dato un grande slancio alla propria autostima. Riguardo ai numeri di riferimento delle dimensioni dell’organo sessuale maschile, diciamo che spesso sono parecchio pompati. Un uomo molto dotato ha un pene che misura circa 20 centimetri in erezione. Spesso si arriva a 23 o 25 centimetri, ma si tratta, nella maggior parte dei casi, di misure enfatizzate per eccesso”.
Non è detto che un super dotato possa piacere, per alcune il troppo stroppia: quali sono i pro e i contro?

“Un pene molto grosso va usato con cautela. Il rischio è di provocare dolore alla donna o addirittura abrasioni e ferite, soprattutto al collo dell’utero. Per la delicatezza con cui l’uomo è costretto a muoversi, ovviamente si perde un po’ di foga e di passione. I pro, invece, sono legati al senso di pienezza e di iper stimolazione della zona vaginale e clitoridea”.
Paliamo dell’opposto. E con i micro dotati? Quando possono essere definire tali?

“Si parla di micro dotati quando la lunghezza non supera i sette centimetri. Ma di solito questi uomini hanno un atteggiamento spesso compensatorio tra le lenzuola. L’unico vero problema può derivare dall’assenza totale di stimolazione clitoridea per la donna. Il rischio è che il pene non riesca neanche a sfiorare il clitoride, che si trova all’interno delle piccole labbra e che con le sue ottomila terminazioni nervose è la zona più erogena di una donna”.
Sul fronte delle posizioni a letto, quali sono quelle adatte con un super size? E quelle migliori con uno piccolo?

“La coppia deve sperimentare da sola le posizioni che preferisce. In linea di massima, è consigliabile che un over size sia sopra la donna e un micro che invece stia sotto, lasciando a lei la possibilità di gestire e di modulare il suo piacere!”

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